32) Mill. In difesa delle donne.
Secondo John Stuart Mill la subordinazione legale della donna
all'uomo  ingiusta e contraria al progresso. Essa inoltre non 
fondata che sulla sua inferiore forza fisica e sui pregiudizi
degli uomini.
J. S. Mill, La soggezione delle donne (pagine 96-97).

La legale subordinazione della donna all'uomo, principio delle
relazioni attualmente esistenti tra i due sessi, , a mio credere,
ingiusta per s stessa, ed uno dei principali ostacoli che al
presente si oppongono al progresso dell'umanit, tal che una
perfetta eguaglianza senza potere n privilegio da un canto, e
senza incapacit dall'altro vuolsi a quella sostituire.
[...].
D'altronde l'adozione del regime di ineguaglianza non fu mai il
risultato di una deliberazione, n del pensiero libero, n di una
teoria sociale, n di una conoscenza qualunque di mezzi idonei ad
assicurare il benessere dell'umanit provvedendo al buon ordine
sociale. Sorgeva questo regime esclusivamente dal fatto che fin
dai primordi della societ umana ogni donna, e per la
considerazione in cui dagli uomini era tenuta, e per la stessa sua
inferiorit in quanto a forza muscolare, si trov sottomessa
all'uomo. E poich le leggi ed i sistemi sociali incominciano
sempre dal riconoscere i rapporti esistenti fra le persone, ci
che nel bel principio non fu che un mero fatto brutale divenne
poscia un diritto legale, sanzionato dalla societ e mantenuto e
protetto dall'autorit pubblica subentrata ai conflitti senza
ordine e senza freno della forza fisica.
J. S. Mill, Pagine scelte, Facchi, Milano, 1923, pagine 191 e 193.
